ANATOLIAN EAGLE 2014/2


(testo e foto di Mauro Finati & Paolo Rollino)




           

               

       

           

           

           

               

           


TRAIN AS YOU FIGHT
"Train as you Fight" è il motto che condensa in poche parole l'essenza che sta alla base dell'esercitazione turca: offrire ai partecipanti un ambiente in gran parte sgombro dalle limitazioni tipiche delle zone altamente urbanizzate e che perciò concede una libertà d'azione difficilmente riscontrabile durante la normale attività addestrativa rappresentando quanto di più simile gli equipaggi si troverebbero ad affrontare nel corso di operazioni reali.
Ogni anno vengono organizzate in genere tre sessioni dell'Anatolian Eagle, delle quali la prima è riservata alle sole Forze Armate Turche, la seconda (AE-2014/2), che generalmente ha luogo nel mese di Giugno, è quella di carattere internazionale, e l'ultima è riservata nuovamente ai padroni di casa che occasionalmente possono o riescono ad invitare Paesi amici. E' chiaro che la partecipazione di forze armate straniere consente di ammortizzare i notevoli costi derivanti dal mantenimento di una struttura così complessa come quella di Konya.
Le forze aeree straniere presenti all'edizione AE.2014/2 che si svolta nel periodo compreso dal 9 al 20 giugno, sono state: Ejercito del Aire (Spagna) con sei Eurofighter Thypoon dell'Escuadron 142 di Albacete, e con sei EF-18 dell'Ala 12 di Torrejon; la Royal Air Force (Gran Bretagna) con sei Eurofighter Thypoon equamente divisi tra il 3(F) Sq ed l'XI(F) Sq di Coningsby; la Qatar Emiri Air Force (Qatar) con quattro Mirage 2000 (tre monoposto -5EDA e un biposto -5DDA) del 7th Air Superiority Sq/1st Fighter Wing di Doha; e la al-Kuwwat al-Jawwiya al-Malakiya al-Urduniy (Giordania) con tre F-16AM/BM del 1. Sq basato a Al Azraq. I padroni di casa invece hanno schierato una componente aerea che comprendeva uno dei nuovissimi aerei radar E-7W (Boeing B-737-7ES AEW&C Peace Eagle) da poco dichiarati operativi, undici F-4E/2020 Kurnass dei 111.Filo e 171.Filo, e non meno di una quarantina di F-16C/D in rappresentanza di quasi tutti i reparti della Turk Hava Kuvvetleri che volano con il Fighting Falcon. A questi bisogna aggiungere un E-3 AWACS della NATO, che forniva il supporto radar in alternanza all'E-7, un elicottero AS.532 per il supporto SAR, e una cisterna KC-135R per il rifornimento in volo, che operava però da Incirlik.
In totale, sulla base aerea di Konya (3nci Ana Jet Us), erano presenti per l'esercitazione 1122 militari, tra cui 137 britannici, 121 spagnoli, 145 qatarioti, 67 giordani, 24 della NATO e 628 appartenenti al paese ospitante. Nel corso dell'esercitazione, sono state effettuate 128 sortite dei velivoli dell'Ejercito de l'Aire, 64 da quelli della RAF, 32 dai velivoli della Qatar Emiri AF, 16 dei velivoli giordani e 2 dall'AWACS NATO.
Generalmente venivano pianificate due slot ogni giorno, una di mattina (Eagle 1) ed una di pomeriggio (Eagle 2), alle quali prendevano parte dai quaranta ai cinquanta velivoli contemporaneamente. Come sempre, il primo a decollare e l'ultimo a rientrare era sempre l'aereo radar, che dall'alto controllava e coordinava tutte le operazioni. Le missioni sono pianificate secondo lo schema delle COMAO (Combined Air Operation), cioè pacchetti di velivoli omogenei appartenenti alle Blue Forces, aventi più o meno le stesse caratteristiche e le stesse finalità, lanciati contro obbiettivi tattici e strategici delle Red Forces, difesi dagli Aggressor e dai sistemi SAM delle GBAD (Ground Based Air Defence), equipaggiate con batterie di missili SAM (Surface-to-Air Missile) dislocate sui diversi poligoni. Non sono invece state organizzate missioni notturne, anche per cercare di arrecare meno disturbo possibile alla popolazione.
Al termine di ogni slot di fondamentale importanza è il de-briefing, nel corso del quale gli equipaggi possono rivedere tutte le fasi della missione, discutere delle tattiche impiegate, analizzare i risultati ottenuti e studiare le migliorie tattiche e strategiche per le future pianificazioni.
Grazie alla strumentazione ACMI è infatti possibile rivedere tutto l'evolversi della missione, capire chi, come e perchè è stato abbattuto, chi e come ha colpito il bersaglio assegnato, ecc. Contemporaneamente al de-briefing delle missioni della slot Eagle 1, in altri locali, altri piloti sono riuniti per il briefing della Eagle 2, per preparare le missioni, assegnare i compiti e i ruoli a seconda dell'ATO (Air Tasking Order) ricevuto il giorno prima. All'esterno Crew Chiefs e personale di terra preparano i velivoli per la successiva slot. Le giornate a Konya iniziano all'alba e terminano al tramonto!
Per concludere vorremmo ancora dare delle cifre molto significative sull'importanza sempre crescente che l'esercitazione Anatolian Eagle sta via via assumendo: a tutt'oggi sono state già portate a termine 36 periodi addestrativi, per un totale di più di 20,000 missioni, che hanno visto coinvolti quasi 2400 velivoli e circa 28,000 uomini e donne. Grazie alla lungimiranza delle alte sfere della Forza Aerea Turca, l'investimento (di tempo e denaro) a suo tempo fatto ha ormai pienamente raggiunto lo scopo prefissato: quello di fare dell'Anatolian Eagle uno dei migliori e più frequentati Centri Tattici di Addestramento al mondo.


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2014©Paolo Rollino/pierrestudio